plexoralogy

Quando ascoltiamo la duchessa di Guermantes affermare, in difesa del genio di Wagner, che “même dans Tristan il y a ça et là une page curieuse” , il professor Cottard fare dello spirito sulla Sonata di Vinteuil, Mme de Cambremer nata Legrandin disprezzare Chopin per apparire avancée (“jamais assez à gauche…”, in arte soltanto, naturalmente) e lamentare la presenza, nel Parsifal, di “un certain halo de phrases mélodiques, donc caduques, puisque mélodiques”, il duca di Guermantes affastellare sacrilegamente Fra Diavolo con Il Flauto magico, le Nozze di Figaro con I Diamanti della Corona esclamando “Voilà la musique”! infine Mme Verdurin, che, fingendo una sensibilità musicale tanto acuita da non poter riascoltare senza nocumento la Sonata di Vinteuil, grida “Ah, non, non, pas ma Sonate! je n’i pas envie, à force de pleurer, de me fiche un rhume de cerveau avec névralgie faciales comme la dernière fois”, non é tanto la leggerezza e la presunzione dilettantesca e il ridicolo del falso entusiasmo che ci colpisce, quanto la congenita sordità spirituale, l’irrimediabile carenza morale di quei personaggi. violino Stradivari

Provocando, determinando le singole reazioni, la musica saggia, come pietra del paragone, la sostanza delle anime, giudica e colloca gli uomini in un ordine gerarchico in contrasto con quello cui essi appartengono nella scala sociale. E se il mito della duchessa di Guermantes

Lascia un Commento

You must be logged in to post a comment.