sublimanza

………………………………….  sublime  quale  klinamen  o  ab-scissa  dell’archè  o  dell’evento in  sublata    svelatenza o    della  transingolarità  o    transereignis     o   transvedenza  della  splendenza  sublime.  A  quella  transvisione  quantica  si  aggiunse  nel  corso  del  tempo  una  dinamica  del  sublime  interpretata  dal  pensiero  della  dynamis  aristotelica,  quale   sublatione   in   concentranza  o   enucleanza  o  coniuganza   kategorica  del    dynon  o   phyon   eraklitiano,   quale  essere  abissale  che  si    transevidenzi in  svelatenza   senza  fine,   quale  risplendenza  sublime  o  transplendenza  sublime  o  tramontanza  o  splendenza   sublime   o  splendezza:  qui  la  transpurezza  è  transkatarsi  e  la  sua  transfenomenica  o  transmorfia    suscita  quel  sentimento  o  quella sublata   transtensione  o  quella  intermittenza  che  tanta  fortuna  avrà  nel  pensiero  di  Burke  e  di Kant,   tanto  da   transevidenziare in  diafanè   il  transfenomeno  del  sublime   o  il  noumeno  del  sublime,  ovvero  il  sublime  fenomenico   e  il  sublime  noumenico.   Ma  nessuno  si  è   mai  chiesto  del  perchè  esista  una  musa  della  bellezza  e  non  ci  sia   una  transmusa  del  sublime.   Forse  il  pensiero  di  Plotino    viene  in  sublata   svelatenza:   già   Sul  sublime-nella-bellezza   o  sublime-in-svelatezza  e  sublatione   Plotino inizia con il rifiutare la tradizionale classicità della bellezza come armonia e proporzione, sostenendo che quella pare riferirsi esclusivamente alla simmetria. Al contrario, la bellezza risiede innanzi   tutto negli oggetti e nelle qualità , in quanto ogni allontanamento dalla   transmonade verso la molteplicità equivale a una perdita di perfezione.  Epigenesi della bellezza-sublime è l’imprimersi di una forma   dell’idea  pervasa da sublazione   spirituale  soprasensibile  o  sopraelevatezza    transexcelsa  o   svelatenza   del  sublime-nella-bellezza. In quel primo trattato Plotino riprende la tematica dell’  anagogica della bellezza  Platonica  ove il progressivo ritorno dell’anima verso la transfera delle idee avviene tramite la contemplanza  e  sublanza   rivolta a forme di bellezza spirituali e immateriali.  Platone  situa  la contemplanza della bellezza in sé, divina e uniforme  quale   forma della bellezza  transevidente  e   transvisibile nell’ideale della bellezza   transvisibile   dalla transmente,     quale  armonia   invisibile          o    transonanza   musicale   o  musica della natura stessa   o  svelatenza o  sublatione della   physis  o  essere estatico-nel-mondo dell’essere.   La  sublazione  o  transexcelsa   di   Leibniz   si  svela  invece nell’ essere  della transmonade o  archemonade   quale   intenzionalità ontologica-metafisica.  Leibniz    pensò  per  primo  che  nulla  c’è  senza  il  sublime   matematico   o  nulla   c’è  senza  il  sublime  nella  bellezza  o  il  sublime  nella  transmonade.   La    sublatione  transexcelsa  si   eventua  già  nella  transmonade    o   archemonade   quali  singolarità  o punti métaphysique, o   sublation  dei  metafisici punti  prioritari  dell’essere  delle  transentità. Qualsiasi transentità che è di per sé è costituito come transmonade. Leibniz svelò  la   sublation  excelsa della  transelevatezza  del  sublime  nella  bellezza,  non  c’è  bellezza  senza  sublime  e  non  c’è  sublime  senza  bellezza,  anzi  solo  il  nulla  è  senza  sublime  bellezza.   Il sublime   è già nella  bellezza  giacchè  la  sublation  si  eventua  nella  transmonade  afenomenica  quale  transexcelsa  transinfinita  nell’archemonade,   o  transapeiron  sublatione  nella  sigolarità  sublime  della  bellezza,  non  dopo  o  nel  futuro  nè  post,  ma  sempre  nella  priorità  transinfinita   della sua essenza. Il fenomeno della   sublazione   dinamica si  transevidenzia,    quale  ideale  della  bellezza  sublime,     solo  dopo  essere  già  stato  sublation  della  transmonade  sublime. Leibniz ci  dà  la svelatenza  della  sublatione o   sublazione  o  essere  sublata,   quale  essere  sublime   o  sublimanza   che   si sottrae  sublime in  transinfinita   sublazione  o  transublazione   transexcelsa   o  sublanza   o  transublanza  o   elevazione o  sollevamento  o  transelevatezza,   che possano essere più facilmente comprensibili in termini di sublimanza, una    sublime  sublation  della  transvisione   estetica:   la  sublazione  è  la  sublimanza  della  bellezza,   la  sublazione  leibniziana  è   la  sublimanza  della  transmonade,  è   la  sublimanza  dell’esserci,  la  sublimanza  del  dasein,  è  la  sublimanza  dell’intenzionalità  sublime  nella  bellezza  estetica,  è  la  transexcelsa  sublimanza  dell’essere.
L’ up-sollevamento  o   Aufhebung  è  solo   la  sublation   ideale  della  entità   o  superentità o  ontica,    giammai  la  sublazione  exstatica  della  sublimanza   ontologica  dell’essere.
Dopo il chiarimento della natura attiva, come slancio   della  sublazione  sublime  nella  bellezza  transestetica, Leibniz   svelò  anche  la    sublatione  dinamica    o  dynamis  sublation  del  sublime  dinamico,  lì  lo slancio è la   gettanza  della   sublimanza  o  della  sublazione   dell’essere.   Quella è la caratteristica fondamentale della transmonade   in   sublazione,  quale struttura ontologica  dello slancio  della  sublimanza.
Se si interpreta l’essenza della sublatione   quale   transmonade in  sublimanza   quale   slancio  dell’ essere  sublime,   quale transperfezione    o  transcompletezza   della   transmonade  sublime   l’intenzionalità   sarà  la  sublazione  exstatica  o  la  gettanza  della  sublatione  o  lo    slancio   sublation   del  sublime. Leibniz pensò   anche  la  sublatione fenomenica  o  noumenica  o  epistemica  o  ontica,    ma  la  sublazione   ontologica    del Dasein, la costituzione dell’esserci   quale essere  sublime   in  sublimanza  svelò  a Leibniz  il modello  per la comprensione della   sublation-monadology:   una transmonade sublime   indivisibile e completa, paragonabile alla   dasein-sublation.  Quell’ idea di essere  una metafisica  sublation  in  sublatione  metafisica  o  transcendenza  quale  transublatione  o  in  transublimanza  è la struttura fondamentale della transmonade   sublime  o   l’idea di essere   transublation   senza limiti   o  sublatione dell’infinito  o  del  transapeiron  o  del  transfinito  quale  transinfinita   transublimanza  del  Dasein sublime,  quale   idea della   sublatione  dell’ essere  o essere inteso come  Dasein estatica   del  sublime  o    Dasein-sublation-Leibniziana  ontologica     del  sublime  nella  bellezza.          La  transmonade ontologica   è   lo  slancio  della   sublation-dasein   e   non deve essere intesa come una speciale forza dello spirito, ma in una modalità ontologicamente strutturale:   la monade non è anima, ma al contrario: l’anima è una possibile modifica della monade. La dinamica della  sublatione   non è un evento  occasionale  ma  è,   essenzialmente,    La struttura ontologica   estatica   della  dynamis-sublation. Anche per   Plotino la transvisione della bellezza sensibile è fondamentale   nella  katarsi  e ascesi e purezza : L’anima purificata diventa forma, una ragione, si fa tutta incorporea, intellettuale ed appartiene interamente al divino, ov’è la fonte della bellezza e   del   sublime-nella-bellezza,  la bellezza-sublime dell’anima consiste nel rassomigliare al   dio  o  nella  svelatezza  della  transmorfia  divina, poiché da lì deriva la bellezza-sublime e la natura essenziale dell’ essere.   Transvisione di svelatenza   delle    immagini della vera fonte della bellezza-sublime   in sé,  la bellezza-sublime a tutte le   transentità  la dà rimanendo in sé,  senza ricevere nulla in sé.
Platone non aveva condannato  l’arte mimetica,  mimetike techne , ma solo quella che imiti  il sensibile e non il modello intelligibile, o  l’idea. Plotino sostiene che l’ arte si sviluppi  da un’idea presente nella transmente   capace di imprimere  o   transformare:  l’arte   non è più così   imitatio   dell’ingannevole mondo delle apparenze sensibili, né  subordinata alla contemplazione di un’essenza metafisica e sovraindividuale, bensì reca in  sè   un’idea di bellezza sublime, o  è  la  svelatenza  del  sublime-nella-bellezza:  una tesi   Plotiniana destinata alle poetiche del neoplatonismo rinascimentale,  per la  transvedenza  o  svelatenza del  transmito  di  Kalypso  la  disvelatezza  del  transmito  del  sublime-nella-bellezza,  quale  transbellezza  in  transestasy transtabile,   diafanè,   fluttuante, phyon   o   dynon o  transmorfia  o  transplendenza  sublime  o   splendezza  sublime in  contrastanza  transdelirante assentemente  presente,  o  che  si  sveli  solo  nell’infinito  o  nel  transinfinito  o   nel  senza-fine  o  nell’abisso  del senza-entità   della  transvedenza  o  che  aleggi  sempre  entousiasta , nella  sublatione  sempre  ab-scissa dell’essere-sublyme   in  transublimanza   o  transexcelsa     alterezza   quale svelatenza  della bellezza-sublime  o   sublime-nella-bellezza. Il   transmito   inizia   la transvedenza  della  sublatione   quando tutti  fuggono dalla distruzione. Solo  l’eroe  della  naufragranza      svolta altrove     verso  il  transmito  della Nympha Kalypso, la   dea della bellezza    sublime     diafanè   in    sublatione     o  la  singolarità   primigenia  della  transmusa  del  sublime. …………….

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